Oggi parliamo di: Fortuna.

Ma l'uomo possiede la libertà, per cui è più corretto attribuire alla Fortuna solo la responsabilità della metà delle cose che ci capitano. Dell'altra metà i responsabili siamo noi. La fortuna aiuta gli audaci".N. Machiavelli, Il Principe, cap. XXV
Per un ateo (agnostico?) razionalista come me, che non crede nell'esistenza di alcun tipo di entità superiore o alle varie superstizioni, è ovvio che la fortuna (e, necessariamente, il suo contrario) non esista.
Certo, esistono eventi "fortunati" o "sfortunati", ma solo nell'accezione di accadimenti più o meno statisticamente probabili: una vincita alla lotteria o al Superenalotto non avviene perchè hai accarezzato il tuo fantastico corno rosso intinto nell'acqua di Lourdes, o perchè hai giocato i numeri dati dalla trisavola apparsa in sogno, ma perchè, per quanto improbabile, quella combinazione di numeri, nel lungo periodo, prima o poi sarebbe uscita.
Allo stesso modo, se un pallone colpisce la traversa invece di infilarsi all'incrocio dei pali, non lo fa perchè il portiere o l'attaccante sono entrati in campo saltellando su una gamba sola, facendosi il segno della croce e baciando l'erba del campo (fantastico quando religione e superstizione si uniscono...), ma perchè il tiro, sia pur di poco, era male indirizzato.
Certo, sapere che qualcuno ha perso un aereo perchè il taxi ha bucato o la sveglia è suonata tardi, quando poi quell'aereo è caduto, fa gridare alla fortuna (o al destino, o alla volontà divina, che sono poi la stessa cosa vista da angolazioni differenti), me se ci si ragiona un pò su si comprende che ci sono migliaia di persone che ogni anno perdono treni, aerei o navi per i motivi più disparati, e che molti di quei mezzi di trasporto, nello stesso lasso di tempo, subiscono incidenti anche gravi: quando le due probabilità si incontrano, ecco che abbiamo il nostro avvenimento fortunato (o sfortunato, per quelli a cui la sveglia è suonata in tempo...).
Insomma, a mio modo di vedere, i vari accadimenti, positivi o negativi che siano, sono legati tra loro da nessi di causalità; allo stesso modo, è ovvio che essi non possano essere causati o evitati da persone, santoni, maghi o fattuchiere, o attraverso amuleti, riti scaramantici, grattate di co... o e varie ed eventuali.
Insomma, a mio modo di vedere, i vari accadimenti, positivi o negativi che siano, sono legati tra loro da nessi di causalità; allo stesso modo, è ovvio che essi non possano essere causati o evitati da persone, santoni, maghi o fattuchiere, o attraverso amuleti, riti scaramantici, grattate di co... o e varie ed eventuali.
Ok, se ne potrebbe parlare all'infinito, ma non è questa sede. Voglio invece raccontarvi una storiella -
in tre brevi episodi - a proposito di fortuna, coincidenze e fortunate coincidenze...
Primo episodio. Il 15 dicembre, dopo molti tentativi, Stefano "Strong", Gianluca "Master", Marco "Piastrella", Fabio "Ironmanzi" (o Ironpig, come ama appellarsi dopo le abbuffate natalizie), Luca "LucaOne" ed io riusciamo finalmente ad organizzare un'uscita in bicicletta sulle strade del litorale romano.
Ora, chi lo conosce, e segue le sue avventure tramite il suo blog, sa che Strong non è molto fortunato con gli pneumatici ed anche quel giorno, sulla via del ritorno, il nostro prode non si è fatto mancare l'ennesima foratura della ruota posteriore.
Per fortuna, proprio il giorno precedente ero stato da Decathlon, dove avevo acquistato un fantastico "gonfia e ripara" che, dopo un paio di tentativi di rigonfiaggio andati a vuoto, è stato utilizzato per riparare il danno. Tutto è bene ciò che finisce bene.
Secondo episodio. Il 5 gennaio, mentre ci preparavamo per correre il "Gran Premio Vallelunga", Strong mi ha restituito una bomboletta "gonfia e ripara" identica a quella che gli avevo fornito per riparare la foratura di cui vi ho parlato prima.
"A Stè, lascia perde, tanto è 'na rota (appunto): magari la prossima volta servirà a me..." gli ho detto, forte del fatto che, fortunatamente, non avevo mai bucato una ruota della mia bdc; Stefano ha comunque insistito, e, alla fine, l'ho accettata di buon grado.
Terzo ed ultimo episodio. Il giorno successivo, il 6 gennaio, altra biciclettata di gruppo, questa volta con IronManzi, Lucaone e Stefano "Sberni" (in pratica, 3 motociclette...).
Mentre uscivo da casa, mi sono ricordato di aver tolto la borsetta degli attrezzi da sotto la sella della Slice, e l'ho rimessa al suo posto; poi, dopo aver chiuso la porta, mi sono ricordato anche della bomboletta restituitami da Strong il giorno precedente, quindi sono rientrato in casa, l'ho cercata, trovata ed infilata nella tasca posteriore della maglia.
In ascensore, ricordo chiaramente di aver prensato: "Tutta 'sta roba m'appesantisce e basta. Spendi un milione di euro per una bici da crono, poi esci bardato come un albero di Natale. Manco bucassi tutti i giorni come Strong...".
E infatti, per fortuna, tutta quell'ambaradan non mi è servito a nulla.
Perchè, fortunatamente, ho bucato a 30 metri da casa, al rientro dall'allenamento...
The end.
"Gli sfortunati sono soltanto un metro di riferimento per i fortunati, tu sei sfortunato, così io so di non esserlo, sfortunatamente i fortunati riconoscono la fortuna solo quando la perdono. Prendi te stesso per esempio; ieri stavi meglio di oggi, eppure ti ci voleva oggi per capirlo. Ma oggi è arrivato e ora è tardi. Hai visto?" (cit. Slevin)
RispondiEliminaNon esistono eventi fortunati o sfortunati: è solo prospettiva ;)
Concordo a pieno.
Eliminaio sono contento quando succedono queste cose... meglio fare l'accumulo di "eventi sfortunati" prima della stagione agonistica.
RispondiEliminabuon segno.
senti a me.
Non posso che fidarmi della parola di un esperto in materia... anche se poi non mi faccio mancare neinte neanche in gara, tra rotture di raggi e di cambi e mal di pancia vari. Ma quella non è sfortuna, ma solo poca cura dei particolari (credo...).
EliminaPiù che una foratura quella tua sembra un sabotaggio!!!
RispondiEliminaDi lato ... ma come hai fatto! :D