Sono circa sette mesi che penso di scrivere questo racconto del mio primo 70.3, corso il 28 ottobre 2012 a Miami, e, probabilmente, se si fosse trattato solo della cronaca dell’evento sportivo, l’avrei sicuramente già pubblicato.
Quello che segue, invece, è qualcosa di diverso: è il lungo e noioso resoconto di un viaggio lungo due anni, di un’esperienza di vita, di un “filo rosso” che unisce gare, frazioni e palloncini, distanti tra loro mesi e migliaia di chilometri, che non avevo ancora scritto per la mia riluttanza a partecipare ad altri questioni personali e familiari.
Oggi, però, all’immediata vigilia della gara di Pescara, ho pensato che fosse il momento giusto per condividere le fortissime, contrastanti emozioni vissute quel giorno, prima che possano essere, anche solo in parte, sostituite da quanto vivrò il prossimo weekend in terra abruzzese, e nella speranza che condividere, per una volta nella vita, con più persone i miei sentimenti possa finalmente aiutarmi ad elaborarli.
Oggi, però, all’immediata vigilia della gara di Pescara, ho pensato che fosse il momento giusto per condividere le fortissime, contrastanti emozioni vissute quel giorno, prima che possano essere, anche solo in parte, sostituite da quanto vivrò il prossimo weekend in terra abruzzese, e nella speranza che condividere, per una volta nella vita, con più persone i miei sentimenti possa finalmente aiutarmi ad elaborarli.

